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Serie A: Villa Pamphili - Village Paddle Imola 2-1
26/04/2023

di Gianluca Lalli

Eravamo rimasti alla sconfitta contro i campioni in carica dell’Orange, che ci aveva costretto ai Play out: la permanenza in Serie A si sarebbe decisa sabato 22 Aprile, a Terni, contro il quotato Village Paddle Imola. Tutto in una partita, come stabilito dal (discutibile) regolamento. Inferno o Paradiso.

Ricorderete il nostro conto in sospeso con la fortuna, che ci aveva voltato le spalle nell’ultima gara del girone e che non ci aveva concesso di giocarci alla pari il sogno play-off. Contro Imola, la situazione era pressoché la stessa: per avere maggiori chance di vittoria, la nostra coppia migliore non avrebbe dovuto pescare la loro peggiore. Di nuovo 2 chance su 3. Di nuovo timore ma anche consapevolezza che, come recita un famosa detto, la fortuna aiuta gli audaci e che, per citarne un altro, non può piovere per sempre. 

Dunque, pur consapevoli che il destino rimanesse il vero protagonista degli accoppiamenti per la dura sfida contro la compagine romagnola, di comune accordo con la squadra il nostro capitano Francesco Ferro questa volta decide di sparigliare le carte e attuare una tattica che, col senno del poi, si è rivelata vincente. Rispetto alla gara con l’Orange, due mosse importanti: schierare la nostra stella Javier Barahona nel terzo incontro (col rischio di non farlo nemmeno giocare, qualora i precedenti incontri fossero andati alla squadra avversaria) e accoppiarlo con Filippo Galassi, sperando di sorprendere Imola che alla vigilia si sarebbe potuto aspettare la conferma delle coppie che avevano ben figurato nel girone. Allo scambio dei fogli con le formazioni compilate, il primo sospiro di sollievo: la loro coppia meno temibile sarebbe stata la seconda a scendere in campo, e avrebbero incrociato Marcelli-Di Salvia. Rischio scongiurato, potevamo giocarcela alla pari con la consapevolezza di avere una squadra forte, completa e che merita la permanenza nella massima serie.

IL RACCONTO DEI MATCH

I primi a scendere in campo sono Ferro-Zecchinelli, unica coppia che ha disputato tutto il campionato senza mai dividersi. Come contro l’Orange, ad attenderli un’altra Mission Impossible: al loro cospetto Riccardo Sinicropi, ex tennista professionista e ormai punto di riferimento della Nazionale Italiana di Padel, e il 45 World Padel Tour Jorge Ruiz.
Il tandem romagnolo, di gran lunga il migliore sulla carta, ha dovuto però sudarsi le proverbiali sette camicie per venire a capo di un match giocato come sempre con grande cuore dai nostri, soprattutto in un primo set sfuggito di mano per pochissimi punti. Il 7-6 6-2 finale con il quale Ruiz-Sinicropi si sono imposti sta a testimoniare la qualità della prestazione offerta da Francesco e Edoardo, riusciti a tratti a sembrare superiori agli avversari. Ma, si sa, alla lunga i valori escono fuori: 1-0 per loro, con Di Salvia-Marcelli pronti ad entrare con i favori del pronostico contro Crini-Vaccari.

Posta in palio altissima, e partita scomoda da giocare perché c’era tutto da perdere. Nonostante questo, il divario espresso in campo è stato piuttosto evidente: un Marcelli inquadrato e un Di Salvia regolare e paziente come suo solito sono bastati per regolare la giovane coppia romagnola e mettere nelle mani di Barahona-Galassi il nostro destino: 6-2 6-0 in nostro favore, 1-1 e palla al centro.

Allo scambio delle formazioni, eravamo consapevoli che ci saremmo giocati tutto nell’ultimo match. La tensione era evidente: negli occhi della presidenza, dei tanti amici accorsi a tifare i nostri colori ed inevitabilmente anche nei giocatori impegnati in campo. Javi, dall’alto della sua caratura internazionale, ha cercato da subito di guidare Filippo, entrato in campo visibilmente contratto: posta in palio altissima e di fronte la coppia Scala-Negroni, due vecchie volpi che in Italia hanno per anni giocato e vinto insieme.  Per Galassi, oltre alla pressione del risultato, la difficoltà di giocare in coppia con un giocatore mancino e abituato, come lui, a giocare tante palle dall’alto. Dopo essersi scrollati un po’ di paura ed archiviato un primo set al di sotto delle loro potenzialità, Javi e Filippo hanno saputo reagire offrendo un padel migliore e più continuo, arrivando a comandare tutto il secondo parziale senza però mai riuscire ad impensierire in risposta Scala-Negroni. È sul 6-5 in nostro favore che la partita cambia: Galassi, a cui già era stato dato un warning per aver scagliato una pallina fuori dal campo, viene nuovamente redarguito dall’arbitro per aver tirato una vibora a gioco fermo (e a game finito) dall’altra parte del campo. Il regolamento penalizza questo gesto (in realtà proprio di moltissimi giocatori Wpt, a partire da Paquito Navarro) se eseguito con la coppia avversaria ancora non completamente uscita dalla gabbia per la consueta pausa dei game dispari. Risultato: penalty point, ed il rischio concreto che al successivo warning ci sarebbe stata squalifica e quindi match perso. Un gesto che apparentemente andava a favorire Imola, ma che in realtà ha ringalluzzito i nostri, che ottengono finalmente il tanto atteso break e rimandano tutto al terzo set. É ormai una partita di nervi, sia per i giocatori in campo sia per gli spettatori: il capitano si mangia le unghie, la presidentessa si alza in continuazione, Luigi cambia continuamente postazione facendo spesso perdere le sue tracce (non è escluso sia andato in macchina a vedersi la partita su Supertennis, per stemperare la tensione), la squadra è tutta lì, stretta in un abbraccio virtuale. Quell’abbraccio che, dopo oltre due ore di battaglia, diventa reale quando Galassi, sul 5-4 30-40 in nostro favore, azzecca la risposta lungolinea di rovescio mandando in paradiso il nostro circolo: 6-7 7-5 6-4 e obiettivo salvezza raggiunto. Un match incredibile, dai mille risvolti, teso e nervoso come solo le partite importanti sanno essere. Siamo salvi, l’anno prossimo il Villa Pamphili Padel Club giocherà nuovamente il campionato di Serie A, ma questa volta con un obiettivo più ambizioso: lottare per vincere il tricolore.

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